In attesa che si faccia chiarezza in casa nostra in merito
ai temutissimi rincari delle tariffe dei taxi, annunciati
come prossimi nella città di Roma, vediamo cosa succede
a New York, dove i “giallissimi” cabs (anche se recentemente
il sindaco Bloomberg ha dichiarato che diventeranno verdi)
sono da sempre considerati un’icona della City
Il taxi dress code
Secondo il New York Times, la “Taxi and Limousine Commission” sta progettando un nuovo “codice di abbigliamento” per i tassisti. Questo sarà da inserirsi nel più generico codice deontologico della professione, che li obbligherà ad avere un aspetto dignitoso e rispettabile. Ebbene sì, indipendentemente dal fatto che i clienti prestino o meno attenzione all’abbigliamento del loro autista, nella Grande Mela, da ora in poi, non si transigerà più su mancanze in ordine alla cura del proprio aspetto.
Le regole attualmente in vigore già vietano le canottiere, giacche senza maniche e i pantaloni corti. Dal 1987, quando diversi esposti contro tassisti trasandati e scortesi, spinsero le autorità a modificare il codice deontologico per includere il divieto di alcuni comuni capi di vestiario. Ma quel codice di abbigliamento si è rivelato nel tempo più un'aspirazione che una regolamentazione pratica.
Col nuovo regolamento pare ci si spinga oltre, fino quasi a dettare il look dei taxi drivers. Inoltre sono previste multe salatissime per i trasgressori. Secondo L’organizzazione di cittadini, New York’s Quality Life, i provvedimenti rappresenterebbero una risposta, seppur modesta, alle innumerevoli lamentele giunte da parte degli utenti scontenti. In particolare quello che gli abitanti della City non possono proprio soffrire, è il fatto che le concessioni “facili” di licenze degli ultimi anni, abbiano immesso nel mondo dei tassisti newyorkesi quantità eccessive di immigrati, incapaci spesso persino di parlare inglese! Creando non pochi disguidi ai frenetici abitanti della fast-paced city.
Per il Presidente della Commissione, David S. Yassky, convincerli a vestire nella maniera corretta non sarà facile, ma si vuole comunque sottolineare l’esistenza di un codice di comportamento e quindi anche di abbigliamento.
Molti tassisti, ormai da decenni soliti recarsi al lavoro non certo badando troppo al proprio abbigliamento, si sono detti sorpresi nell’apprendere l’imminente entrata in vigore di norme più restrittive.
Non è mancato comunque il sostegno di chi, invece, non disdegna l’idea di un certo rigore. Come il tassista Zack Doganay, 32 anni, che guida il suo taxi in giro per la città con maglione Ralph Lauren e scarpe Oxford: "se ho rispetto per me stesso, ricevo più rispetto anche dagli altri” ha dichiarato. D’accordo anche il collega Jimmy Hyacinthe che, intervistato dal N.Y. Times afferma: “Non saranno certamente indispensabili giacca e cravatta.. ma uno stile che riesca a coniugare una certa comodità con un aspetto professionale mi sembra una buona idea” e aggiunge: “Se vogliamo essere trattati con rispetto dalle persone che salgono sulle nostre macchine dobbiamo fare lo stesso. Non ci viene chiesto molto, basta essere in ordine e presentabili”,
La Taxi and Limousine Commission, da anni tenta con scarsi risultati di far rispettare alcune regole base di comportamento. Quando ci si trova a New York è quasi impossibile non utilizzare i servizi dei taxis, le famose automobili gialle, che per la loro onnipresenza nelle strade del Melting Pot hanno finito per diventarne uno dei simboli. A volte però l’approccio con gli autisti dei cabs cittadini non è dei migliori.
Chi vive o soggiorna a Manhattan sa di autisti al telefono, che magari non prestano molta attenzione all’esatta destinazione dei clienti, di cibi unti e ipercalorici trangugiati al volante o, cosa ben più grave, di sorpassi da brivido. Certo non è possibile additare un’intera categoria di omogenei comportamenti, ma quelli descritti rappresentano pratiche consolidate per molti autisti. “Da oggi si cambia, saremo molto piu’ rigidi”, dichiara David Yassky, e a quanto pare anche al New York Taxi Workers Alliance, il sindacato cittadino di categoria, si dicono d’accordo con le nuove norme.
In realta’, pur essendo anni che esistono regole per chi e’ al volante, la maggior parte dei taxi drivers newyorkesi non aveva neppure idea che ci fosse un codice di comportamento! La commissione, che dal 1996 ha segnalato soltanto 42 violazioni, assicura che ora i controlli diventeranno piu’ severi e le regole più semplici in modo che tutti possano rispettarle senza scuse.
Quello che si evince chiaramente da questo giro di vite sull’abbigliamento dei tassisti, è la volontà di riuscire ad imporre il rispetto delle regole in genere, laddove si è sempre incontrato una certa difficoltà. Quello della strada è un campo delicato, dove rispettare i limiti, evitare il cellulare, prestare attenzione ai pedoni, sono atteggiamenti che possono fare la differenza tra la vita e la morte.
Negli anni Cinquanta, i tassisti della Grande Mela erano obbligati ad indossare giacca, cravatta e cappello. Erano tempi diversi, da film noir, ma vestiti puliti e decorosi non limiteranno certo i diritti acquisiti nel tempo.
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