Cos’è la balistica?
La balistica, dal verbo greco bàllo – lancio, è la scienza che studia il moto dei proietti (proietto si definisce il proiettile già lanciato) i quali, oltre che una traiettoria, hanno anche una rotazione su se stessi.
Si suddivide in balistica esterna e balistica interna, a seconda che lo studio si riferisca al mezzo di propulsione e al proietto oppure al moto di quest’ultimo lungo la sua traiettoria. Infine vi è la balistica terminale che studia l’effetto del proiettile sul bersaglio.
I primi studi di balistica esterna risalgono al ‘500, allorquando Nicolò Tartaglia rappresentò la traiettoria, in modo molto rudimentale, con due segmenti di retta raccordati alla loro sommità con un arco di circonferenza.
Galileo Galilei, circa un secolo dopo, gettò le basi matematiche di detta Scienza. La sua teoria sul “moto locale” si inseriva nella discussione di Filosofia Naturale. Galileo, nei Discorsi, affermava che la resistenza dell’aria fosse troppo importante per permettere l’applicazione pratica della sua nuova teoria alla balistica.
Quando la balistica si occupa dell’impiego di proiettili diretti contro bersagli umani, viene definita Balistica Forense. Nella Balistica Forense, l’interesse maggiore è rivolto alla balistica terminale e, nello specifico, alla balistica della lesione.
Per questo essa si caratterizza anche come branca fondamentale della Patologia Forense.
In Criminologia l’interesse maggiore è rivolto alle armi comuni da sparo, leggere o portatili, in ragione delle loro capacità potenziali offensive, le quali devono soddisfare ben precisi requisiti di fabbricazione, essere iscritte (come modello) in un catalogo nazionale, e riportare il numero di matricola.
Dette armi possono essere classificate secondo vati criteri e precisamente: la lunghezza della canna, il volume di fuoco (mono o pluricorpo, a tamburo o con serbatoio), il sistema di ripetizione dei colpi (manuale, semiautomatico o automatico), il sistema di caricamento, la superficie interna della canna, il tipo di rigature, il tipo di serbatoio dei colpi, la destinazione (caccia, tiro, lavoro, difesa, guerra).
Una branca molto importante della Balistica Forense, si occupa di esplosivistica. Gli esplosivi sono sostanze o miscele atte a decomporsi rapidamente a seguito di innescamento termico, chimico o meccanico.
I fenomeni offensivi sull’uomo sono dovuti a: onda d’urto, sia di andata che di ritorno, calore, gas, fumi, lancio di schegge.
Cenni storici
L’identificazione di un proiettile sparato da arma da fuoco, basata sulle tracce balistiche lasciate dalle rigature della canna e dagli altri congegni dell’arma, risale alla fine del XIX sec. L’utilità delle rigature della canna di un’arma da fuoco, era già conosciuta ai tempi dell’ Imperatore Massimiliano di Germania nel 1493.
Si racconta che Francois Vidocq, il primo capo della Suretè francese, sia stato il primo poliziotto a servirsi delle cognizioni di balistica per scagionare un uomo che era stato ingiustamente incolpato dell’omicidio della moglie.
All’inizio del secolo scorso la prova balistica basata sull’identificazione dei toolmark, fu ammessa dalla maggior parte dei sistemi giudiziari del mondo. Una conquista, questa, che è avvenuta dopo un lungo processo di affinamento delle tecniche applicate alla nuova e delicata disciplina forense.
Momento cruciale di questa evoluzione, fu la creazione negli U.S.A., verso la fine del 1929, del laboratorio scientifico per la rilevazione del crimine (SCDL), a cui fece seguito, pochi anni dopo (1932), l’istituzione dell’Ufficio Federale del Laboratorio dell’Identificazione (FBI). In quegli stessi anni, molte altre nazioni del vecchio continente seguirono detto esempio, costituendo apposite sezioni o laboratori specializzati in accertamenti balistici, oppure adeguando quelli già esistenti, contribuendo in tal modo alla sperimentazione ed alla ricerca scientifica nel campo dell’ identificazione di toolmark e delle armi da fuoco.
L’aumento considerevole dei crimini commessi con le armi da fuoco negli USA negli anni ’60, comportò il ricorso crescente agli accertamenti balistici forensi. Per promuovere la ricerca scientifica in tale ambito e per rendere possibile lo scambio di informazioni e dati sulle ricerche avviate, nel 1969 trentasei tra scienziati ed esperti del settore, fondarono a Chicago l’associazione denominata: AFTE.
Il progresso tecnologico intervenuto in questi ultimi decenni, ha contribuito enormemente a sviluppare le potenzialità del settore balistico, mettendo a disposizione degli esperti apparecchiature sempre più sofisticate, come i microscopi binoculari di ultima generazione e strumentazioni per la microfotografia digitale. La disponibilità di calcolatori sempre più avanzati ha reso possibile la creazione di sistemi informatizzati per la classificazione, elaborazione e confronto dei dati balistici desumibili dai proiettili e dai bossoli, come il DRUGFIRE e l’IBIS. Attualmente negli Stati Uniti, è in studio un sistema unico che integri DRUGFIRE e IBIS nella rete nazionale dell’identificazione di balistica (NIBIN).
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