L' indagine grafica rientra nel più vasto campo delle indagini documentali, rivolte all' accertamento di irregolarità, alterazioni, contraffazioni di atti, documenti e scritture ed ha lo scopo di accertare se due distinte scritture provengano o meno da una medesima persona.
Si basa su due assiomi: non esistono persone che abbiano la medesima grafia; non esistono due scritti, pur provenienti da due persone, che siano perfettamente identici, tanto da essere sovrapponibili.
Il gesto grafico e' sotto l'influenza diretta ed immediata del cervello e la forma della scrittura non e' modificabile senza lasciare segni che evidenzino l'alterazione della propria grafia. L'individuo, quindi, nell'atto dello scrivere opera in modo automatico, adoperandosi inconsciamente a variare la propria intensità di applicazione a seconda del maggiore o minore sforzo da fare.
Si differenzia dall'automatismo grafico (il modo in cui formiamo le lettere) che risente dell'apprendimento scolastico e della capacità grafica (attitudine alla scrittura manuale) acquisiti nel tempo.
Gli accertamenti dei periti grafici si basano principalmente sul metodo analitico -comparativo, che fu introdotto nel campo delle investigazioni scientifiche da Alphonse Bertillon il quale, applicandovi gli stessi principi che presiedono all' accertamento dell'identità, lo rese, ben presto, uno strumento di indagine autonomo.
Sulla base di questi elementi fondamentali, Salvatore Ottolenghi introdusse il metodo grafonomico nelle attività tecniche di Polizia Scientifica, basato sui principi scientifici desunti dalla neurofisiologia. Applicando detto metodo, l'indagine grafica si articola in due fasi: l'ispezione ed il confronto. Le operazioni connesse alla fase di ispezione possono essere compiute con l'ausilio di tecniche e strumentazioni idonee come lenti d'ingrandimento, illuminazione radente, per trasparenza, con luce ultravioletta ed infrarossa.
Tali accertamenti possono essere supportati da analisi di laboratorio di tipo merceologico, in particolare per quanto riguarda l'esame di documenti o di atti pubblici di cui si sospetta la falsificazione. Al fine di documentare le varie fasi di analisi, si ricorre ad attrezzature per la macro e microfotografia, utilizzando apparecchiature come i microscopi ottici o microscopi a scansione elettronica.
Le scritture da periziare vengono prima sottoposte ad un accurato esame segnaletico -descrittivo e, successivamente, confrontate tra di esse. L'esame analitico mira a rilevare tutte le caratteristiche delle scritture oggetto d'esame e in particolare a distinguere gli elementi grafici specifici della grafia dai segni ininfluenti (ossia da quei segni comuni a tutte le scritture). L'esame comparativo, invece, pone a confronto le caratteristiche rilevate di ciascun gruppo di scrittura da periziare.
Il metodo analitico comparativo su base grafonomica, ammette contributi anche di altri metodi di indagine ovvero di tipo grafologico, grafometrico, calligrafico e morfologico, che, se considerati singolarmente, sono insufficienti a raggiungere un giudizio, anche di sola probabilità, sull'identità grafica di due o più scritture.
Purtroppo, i numerosi metodi grafici non sempre conducono ai medesimi risultati anche perchè l'interpretazione dei "segni", effettuata da esperti diversi, non sempre e' la stessa. E' questo senza dubbio un limite delle indagini grafiche, dovuto alla mancanza di collegamento pressoché assoluto tra scuole ed esperti. La grafia, d'altra parte, e' mutevole e non risponde a leggi fisiche.
Nel corso della vita di un individuo sia la forma che la struttura dei segni grafici possono modificarsi od alterarsi in conseguenza di stati patologici (soprattutto di natura psichica) o del degrado della personalità.
I segni grafici vanno esaminati nella forma e nella struttura. Per forma s'intende l'aspetto esteriore del segno che prescinde dai movimenti necessari alla costituzione del segno stesso. La struttura, invece, si riferisce a tutti i movimenti della mano di chi scrive, necessari per costruire quello specifico segno grafico.
L'esame della grafia deve tenere conto di quanto emerge dalla stessa. In particolare l'esame dei caratteri generali (motricità, continuità, modulazione, velocità, calibro, livello, impostazione, stile della grafica, sviluppo curvilineo, andamento del tracciato, proporzioni tra segni, direzione, dimensione, pendenza assiale delle lettere, allineamento di base, limitante superiore, spaziatura tra le parole, distanza tra le righe, pressione grafica) deve sempre precedere quello relativo ai caratteri di dettaglio ( forma o struttura dei segni, gli ovali delle lettere, taglio delle "t", allunghi sottorigo, contrassegni, xenismi ovvero lettere formate in modo del tutto diverso dalla normalità, posizioni di punti, apostrofi, accenti).
Infine, a seguito di una minuziosa analisi di tutti gli aspetti sopraelencati, si potrà avere un quadro verosimile della personalità autrice dello scritto e/o della corrispondenza o meno di una grafia ad un determinato individuo.
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